Archivi del mese: febbraio 2013

Il fenomeno birra artigianale in Italia

Il Fatto Quotidiano dedica due pagine alla birra artigianale. Chiedere “una birra media” equivale a chiedere “un piatto” al ristorante, ci si è finalmente resi conto. Il movimento delle birre artigianali ha avuto come pioniere Teo Musso (Baladin), rimasto unico fino al 2003. Oggi i birrifici sono sono più di 600, 2000 le etichette commercializzate. Lo slogan è “birre profumate”, ma in etichetta non si può scrivere “Birra artigianale”, né non pastorizzata, né non filtrata…

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Gli scandali alimentari e la scarsa chiarezza nella filiera alimentare

ImageNestlè si considera parte lesa nel caso della carne di cavallo nei ravioli Buitoni, ritirati dal commercio in Italia ed in Spagna, grave irregolarità e scorrettezza visto che in etichetta era riportata la esclusiva presenza di carne di manzo. La colpa sarebbe della sua fornitrice tedesca. Il problema (segnalato da Giuseppe Sarcina sul Corriere) è che la chiarezza nella filiera alimentare la vogliono in pochi, in Europa: “L’Unione Europea ha finalmente approvato, nel novembre 2011, un regolamento per mettere ordine almeno tra le carni suine, ovine e caprine. Peccato che anche queste misure parziali entreranno in vigore solo il 13 dicembre 2014”. La Stampa ha dedicato due pagine alla vicenda, dai cui il seguente istruttivo passo: “Non è un ciclo di produzione, è un’odissea. Comincia quando la Comigel di Metz, per conto della Findus, chiede alla controllata Tavola di Capellen (Lussemburgo) di produrre lasagne surgelate. Questa ordina la carne alla Spanghero di Castelnaudary (Francia) che, a sua volta, incarica dell’operazione una società cipriota. L’incarico viene successivamente subappaltato a un trader olandese che acquista la carne in Romania da dove, finalmente, viene spedita alla Spanghero che la gira al- l’impianto del Granducato (terra di poche tasse) dove il macinato e la pasta vengono cotti, surgelati, e distribuiti nei supermarket europei a un prezzo di 7-8 euro al chilo. Carne di cavallo non dichiarata. Ma compresa”

Carne di cavallo anche in ravioli e tortellini Buitoni

Carne di cavallo anche in ravioli e tortellini Buitoni. Nestlè li ritira dagli scaffali. La percentuale sarebbe dell’1%. La multinazionale rassicura sull’assenza di pericoli per la salute (repubblica.it)

Cala l’export di vino italiano negli Stati Uniti

Meno export di vino italiano negli Stati Uniti (-0,7% in quantità e -3,2% in valore) secondo l’Italian Wine & Food Institute, ma le nostre etichette mantengono il primato sul mercato, seguite dai vini australiani che aumentano le quantità ma cedono sui ricavi. La Francia segue a distanza, rimanendo al quinto posto dopo Argentina e Cile (ilsole24ore.com)

Unicoop Firenze invischiata nel crack Monte dei Paschi

Unicoop Firenze invischiata nel crack Monte dei Paschi. Una quota di titoli chimati “Fresh” per un valore di 30 milioni emessi nell’aprile 2008 da Bank of New York e convertibili in azioni Monte dei Paschi fu sottoscritta e dovrebbe essere ancora nel portafoglio di Unicoop, azionista della banca. L’operazione sembrava vantaggiosa, perché associata ad una cedola del 10% (Euribor+4.3%). Peccato che Banca d’Italia vincolò l’incasso di questa cedola ad utili di esercizio di Monte dei Paschi, che si sa come è finita. Manager di Unicoop non commentano, ma la minusvalenza associata all’operazione potrebbe essere di 400 milioni. “Una cifra colossale per una cooperativa di consumo che dovrebbe impiegare il prestito partecipativo dei soci in operazioni coerenti con il proprio oggetto sociale e non in avventure finanziarie che rischiano di distruggere valore” (Sole)

Carne di cavallo nei surgelati, presto test Dna in Italia

Anche in Italia presto il test del Dna per accertare la presenza di carne di cavallo nei surgelati (corriere.it)

La deposizione di Claudio Sadler sul cliente Formigoni

Claudio Sadler, noto ristoratore milanese, è uno dei principali testimoni a carico di Formigoni. Dalla deposizione del 27 luglio: “Pagava sempre Daccò anche quando Formigoni veniva da solo. Avevamo ricevuto personalmente da Daccò la disposizione che i conti del presidente fossero a suo carico. Del resto Formigoni, anche quando veniva senza Daccò, non si preoccupava affatto del conto e, una volta finita la cena, andava via. Ringraziava e andava senza neppure chiedere quale fosse l’importo. Ordinava peraltro con libertà, bevendo solo Champagne del quale è particolarmente appassionato». In effetti, notano i detec- tive della procura, «non risulta alcun pagamento dai conti di Formigoni a favore di Sadler», a differenza degli esborsi di Daccò: «177 mila e 860 euro» costano «le cene del presi- dente».” (Repubblica)

Cook-book: risposta del presidente del Salone del Libro alle critiche

Il presidente del Salone del Libro di Torino Rolando Picchioni risponde su La Stampa di oggi alle accuse di ieri di aver ceduto ad “un’operazione di pura immagine riducendosi a défilé di chef-star, a replay dei mille show televisivi dove si spadella dall’alba a notte fonda”. Il Salone “non è mai stato follower acritico di tendenze di massa, passiva cassa di risonanza di mode del momento e non comincerà ora… Ci saranno imomenti per il grande pubblico e un programma culturale di alto livello che indagherà le nuove strade e le innovazioni nella creatività culinaria come declinazione del tema di quest’anno, la Cultura del progetto. Spazio al racconto affascinante del legame fra cibo e scrittura. E non mancheranno le riflessioni alte su come sta cambiando il nostro rapporto fra un bisogno primario qual è l’alimentazione e le risorse del pianeta, le materie prime, l’ambiente.”

Carne di cavallo negli hamburger caso internazionale

La #carne di cavallo al posto di quella di bue negli hamburger e nelle lasagne. Forse c’è dietro la mafia italiana o quella russa; e pare accertata la presenza di un farmaco, il phenylbutazone, un cortisonico vietato alle persone e dunque possibilmente dannoso alla salute (La Stampa ed it.euwonews.com)

La Tenuta di Argiano (Montalcino) venduta ad investitori stranieri

La Tenuta di Argiano (#Montalcino) è stata venduta ad investitori stranieri dalla contessa Noemi Marone Cinzano, che la acquistò nel 1992, e che mantiene la proprietà della Bodega Noemía de Patagonia, nella valle del Rio Negro in Argentina (decanter.com)