Archivi del mese: luglio 2013

Battuta d’arresto per la coltivazione Ogm in Europa: Monsanto rinuncia ad autorizzazioni

Battuta d’arresto per la coltivazione Ogm in Europa: Monsanto “si è stufata” e rinuncia alle richieste di autorizzazione su nuovi prodotti Ogm in Europa (ne aveva parecchie in attesa). In realtà rinnoverà quella per il più coltivato, il Mon810 già vietato in Italia. Tre pagine su Repubblica a firma Carlo Petrini e Federico Rampini, corrispondente da New York che racconta come l’enorma forza lobbystica di Monsanto perde colpi proprio, sul mercato degli Stati Uniti sull’etichettatura obbligatoria, battaglia portata avanti da un colosso della grande distribuzione di prodotti bio, filosofia slow food con ferrea gestione capitalistica e proprietà repubblicana.

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Il Prosek insidia il nome Prosecco

Attenzione al Prosek! Con l’ingresso della Croazia nella Ue, il Prosecco deve fare i conti con questo vino passito dal nome molto simile prodotto in 120mila bottiglie l’anno. Il Prosecco è più grandi successi italiani degli ultimi anni: 600 milioni di fatturato solo nell’esportazione, altri 400 in Italia, 230 milioni di bottiglie prodotte con la vendemmia del 2012. Il caso al quale è dedicata una pagina di Repubblica, ricorda molto quello del Tocai friulano, costretto a cambiare nome perché esiste un vino passito che si “appoggia” ad una località con quel nome che si trova in Ungheria

Presentato piano di 4,7 milioni di euro per la conquista del mercato del vino in Cina

La due associazioni Consorzio Italia del Vino e Istituto Grandi Marchi presentano al ministero delle politiche agricole un piano da 4,7 mln euro per conquistare il mercato cinese [auguri!, ndr] (repubblica.it)

Caffè: Illy e Kimbo si alleano contro Nespresso

Caffè: Illy e Kimbo si alleano nella guerra delle capsule per contrastare il gigante Nespresso (repubblica.it)

Boom di bar cinesi a Milano

Boom di bar cinesi a Milano. Nel 2007 erano appena 120. Adesso sono 522 su 2.300 totali. In sei anni, una crescita del 335%, che non ha eguali in altre città. Ampio spazio su Repubblica di oggi (repubblica.it)

Nuovi dati sulla contrazione dei consumi degli italiani

Nuovi dati sulla contrazione dei consumi degli italiani che riguarda anche il cibo. La spesa per gli alimenti è passata da 477 a 468 euro: tiene grazie agli accorgimenti messi in campo, con un crescente numero di italiani che riduce quantità o qualità dei pasti e il ricorso più frequente ai discount (repubblica.it)

I grandi gruppi multinazionali investono nell’agroalimentare italiano

I grandi gruppi multinazionali fuggono dall’Italia della chimica e della meccanica investono invece nell’agroalimentare nazionale perché fa segnare il record nelle esportazioni grazie all’immagine conquistata con i primati nella sicurezza, nella tipicità e nella qualità, secondo Coldiretti [nella foto il Chianti di Villa Cafaggio: ma non è ancora di La Vis?, ndr] (corriere.it)

Deriga alla Pac: no all’obbligo di inverdimento per le risaie

Ancora sulla Pac: le zone di produzione di riso nella Pianura Padana fra Lombardia e Piemonte hanno ottenuto l’esenzione dalla misura sull’inverdimento, il «greening», ossia l’obbligo di aree in cui è assente la coltura intensiva, pensato per ridurre l’impatto su ambiente e paesaggio. In caso contrario, l’aggravio economico per le aziende produttrici sarebbe stato difficilmente sostenibile (La Stampa)

Delusione Slow Food per la nuova Pac

Paola Nano (Slow Food) commenta delusa la nuova Pac della Ue: “le aspettative sono state in gran parte disattese. Si è giunti ad un accordo che lascia troppa discrezionalità agli Stati su questioni fondamentali, come il supporto ai piccoli agricoltori, la definizione del tetto massimo di contributi che si possono ricevere, la riduzione dei pagamenti più alti a favore di chi finora ha ricevuto meno (l’80% degli agricoltori europei) […] Quanti Paesi toglieranno risorse dai pagamenti destinati a chi produce grandi quantità o è proprietario di grandi estensioni, come è stato finora, per darle a chi invece adotta pratiche a tutela dell’ambiente e per ilmantenimento della fertilità dei suoli?” (La Stampa)

Agricoltura, confronto Istat 2011-2010

Buone notizie per l’agricoltura dall’Istat. Nel confronto 2011-2010 aumento della produzione del 7,8%, del valore aggiunto del 7,9%. Occupazione cresciuta del 2,2% in tempi di crisi nera. Produzione totale, 41,6 miliardi di euro, valore aggiunto 23,3 miliardi. Quello che emerge chiaramente è che le dimensioni delle aziende italiane sono piccole: l’11% produce solo per autoconsumo, il 97.3% sono ditte individuali, solo il 12.7% sono grandi (La Stampa)