Archivi categoria: cibi e libri

Recensito su Repubblica “Ti mangio con gli occhi” di Ferdinando Scianna

Recensito su Repubblica “Ti mangio con gli occhi” il volume con testi e fotografie del fotografo e giornalista Ferdinando Scianna (Contrasto, pagg. 234, euro 22). Non è un libro fotografico, né di ricette, ma di viaggio e letterario. Per Scianna il cibo “è pensiero incarnato nei corpi e nelle cose. “

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Cosa far mangiare ai bambini secondo Alain Ducasse

I bambini possono mangiare qualsiasi cosa, secondo il grande chef Alain Ducasse. Bisogna sfatare il mito secondo il quale esisterebbero alimenti o sapori che non piacciono ai più piccoli. I genitori devono osare, avere coraggio in cucina. Del resto al suo bebé di appena sei mesi preparava una squisita crema di zucchine, insalata e prezzemolo. A dodici mesi, il piccolo Arzhel, aveva già nel piatto ratatouille, purea di patate vitellotte, nasello e mela. Rapidamente sono arrivati gli spaghetti al lampone, la pasta con curcuma. E oggi non mangia né patatine fritte né merendine. Le sue ricette per i bimbi dai 6 mesi ai 3 anni sono raccolte in un volume edito in Italia dall’Ippocampo (Repubblica)

“Cibo criminale”, libro sugli scandali alimentari

“Cibo criminale”, un interessante libro di Mara Monti e Luca Ponzi (Newton Compton, pp250, 9,90 euro) in uscita sul falso cibo italiano spacciato nel mondo, e sulle truffe nel produzione di alimenti tradizionali, come le mozzarelle di bufala fatte con latte indiano. Un business globale da 60 miliardi di euro, per larga parte in mano all’agromafia, che lucra almeno 12,5 miliardi di euro ogni anno (repubblica.it)

Intervista a Carlo Feltrinelli, sul progetto Read Eat Dream

Intervista su Repubblica a Carlo Feltrinelli, figlio di Giangiacomo e Inge e alla guida del gruppo. Parla della collaborazione con Farinetti (Eataly) e dell’acquisizione della maggioranza di Focaccerie San Francesco per realizzare il progetto Red (Read Eat Dream), “un modello innovativo, che mette insieme offerta editoriale, tecnologia, gioco, audiovisivi e ottimo cibo italiano”

Teo Musso “Baladin. La #birra artiginale è tutta colpa di Teo”

Esce domani il libro di Teo Musso “Baladin. La #birra artiginale è tutta colpa di Teo”, Feltrinelli, 160pp, 14 euro. Una sorta di autobiografia di come è nata l’idea della birra artigianale, dopo la tentazione dello zio pasticcere a Montecarlo, della musica, la passione utopica, l’apprendistato in Belgio, la creatività sfrenata, poi la guerra con la burocrazia di Piozzo, suo paese d’origine, e i successi, il premio Carlsberg, le conoscenze con Carlo Petrini e Oscar Farinetti, che ha accolto suoi locali in Eataly a Roma e New York (La Stampa, 5/7)

Cook-book: risposta del presidente del Salone del Libro alle critiche

Il presidente del Salone del Libro di Torino Rolando Picchioni risponde su La Stampa di oggi alle accuse di ieri di aver ceduto ad “un’operazione di pura immagine riducendosi a défilé di chef-star, a replay dei mille show televisivi dove si spadella dall’alba a notte fonda”. Il Salone “non è mai stato follower acritico di tendenze di massa, passiva cassa di risonanza di mode del momento e non comincerà ora… Ci saranno imomenti per il grande pubblico e un programma culturale di alto livello che indagherà le nuove strade e le innovazioni nella creatività culinaria come declinazione del tema di quest’anno, la Cultura del progetto. Spazio al racconto affascinante del legame fra cibo e scrittura. E non mancheranno le riflessioni alte su come sta cambiando il nostro rapporto fra un bisogno primario qual è l’alimentazione e le risorse del pianeta, le materie prime, l’ambiente.”

Il Cook-Book al Salone del Libro di Torino

Anche il Salone del Libro di Torino (16-20 maggio) dedicherà ampio spazio ai “Cook-Book”, con tanto di esibizioni di chef. I riferimenti letterari non mancano dalla madeleine proustiana al risotto patrio di gaddiana memoria, non escludendo una pietanza agée come il fegato fritto tanto caro al sir Leopold Bloom dell’«Ulisse» di Joyce. Ci sarà spazio per tutti: dai libri nazional-popolari alle raffinate riflessioni. Su tutto questo, cadono i fulmini dello scrittore Antonio Scurati, che ritiene il Salone svilito da tanto cibo e che “il culto culinario è la fantasticheria un po’ delirante di una società impoverita economicamente e
spiritualmente che non riesce a concedersi altro orizzonte che non sia quello delle tecniche di vita materiale” (lastampa.it)