Archivi categoria: materie prime

Battuta d’arresto per la coltivazione Ogm in Europa: Monsanto rinuncia ad autorizzazioni

Battuta d’arresto per la coltivazione Ogm in Europa: Monsanto “si è stufata” e rinuncia alle richieste di autorizzazione su nuovi prodotti Ogm in Europa (ne aveva parecchie in attesa). In realtà rinnoverà quella per il più coltivato, il Mon810 già vietato in Italia. Tre pagine su Repubblica a firma Carlo Petrini e Federico Rampini, corrispondente da New York che racconta come l’enorma forza lobbystica di Monsanto perde colpi proprio, sul mercato degli Stati Uniti sull’etichettatura obbligatoria, battaglia portata avanti da un colosso della grande distribuzione di prodotti bio, filosofia slow food con ferrea gestione capitalistica e proprietà repubblicana.

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Caffè: Illy e Kimbo si alleano contro Nespresso

Caffè: Illy e Kimbo si alleano nella guerra delle capsule per contrastare il gigante Nespresso (repubblica.it)

Deriga alla Pac: no all’obbligo di inverdimento per le risaie

Ancora sulla Pac: le zone di produzione di riso nella Pianura Padana fra Lombardia e Piemonte hanno ottenuto l’esenzione dalla misura sull’inverdimento, il «greening», ossia l’obbligo di aree in cui è assente la coltura intensiva, pensato per ridurre l’impatto su ambiente e paesaggio. In caso contrario, l’aggravio economico per le aziende produttrici sarebbe stato difficilmente sostenibile (La Stampa)

Guerra per il pistacchio in Iran

Guerra per il pistacchio in Iran. È quello iraniano il pistacchio più buono, coltivato fin dal 500 avanti Cristo, ed oggi si contende con gli Usa il mercato mondiale, avvicinandosi al 50%. Negli ultimi tempi, complice la crisi economica, i prezzi hanno subìto un impennata, si sospetta per forti esportazioni sottobanco in cambio di valuta estera. Un anno fa per comprare 500 grammi di pistacchio all’ingrosso bastava l’equivalente di 3,18 dollari, adesso per la stessa quantità servono più di 10 dollari. Così, per il capodanno persiano, che cade il nostro 21 marzo, non si è potuta avere la tradizionale festa a base di frutta secca (Repubblica)

Venti di tempesta sulla mozzarella di bufala

Venti di tempesta sulla mozzarella di bufala. Entrano in vigore regole restrittive sulla produzione che già 44 aziende su 110 (63% del prodotto) hanno dichiarato di non poter seguire. La prima è che un singolo caseificio non potrà produrre una mozzarella Dop e una no (lina piizzerie), ce ne vorranno due. La secondo riguarda la tracciabilità: tutti gli allevamenti devono segnalare sul web,giorno per giorno, capo per capo, la produzione di latte e i nomi dei caseifici che l’acquistano. Il disciplinare prevede per un chilo di mozzarella Dop, 4 litri di latte fresco munto da bufale dell’area Dop tra le ultime 12 e 60 ore, trasformato in un caseificio dello stesso perimetro. Il costo dei un litro certificato oscilla tra euro 1,05 d’inverno e 1,35 d’estate. Si pilotano i parti per incrociale la stagione migliore. Un produttore corretto spende almeno 7 euro, calcolando anche trasporto, lavorazione, analisi, energia, smaltimento rifiuti. Come può rivendere alla grande distribuzione a 5,60-6 euro? Spesso aleggiano sospetti di cagliate surgelate provenienti dall’Est. Coinvolto un settore da 15mila posti di lavoro, 2mila aziende, 256mila bufale, 200mila tonnellate di prodotto, 70mila esportate (Repubblica)

Grano quinoa cibo superstar

Grano quinoa cibo superstar, pianta dell’anno per l’Onu. Era sacro per gli Inca, poi è stato relegato nelle Ande fra Bolivia e Perù, oggi è richiestissimo e i prezzi sono andati alle stelle. È considerato uno pseudo-cereale, ed appartiene alla famiglia delle Chenopodiaceae, la stessa di spinaci e barbabietole. È altamente nutritiva, ricca di proteine vegetali, amminoacidi e fibre, ha grassi “buoni”, quelli insaturi. Contiene più fosforo, potassio, magnesio, ferro e calcio rispetto alla maggior parte dei cereali. Senza glutine, è adatta anche ai celiaci. I semi si possono uti- lizzare per zuppe o insalate, la farina come base per quasi tutto (Repubblica)

Crisi profonda nei consumi di carne rossa all’inizio del 2013

Tre pagine dedicate da Repubblica alla crisi di consumi di carne rossa nei primi due mesi di quest’anno rispetto al 2012. Il presidente della Federcarni nella provincia di Venezia parla di un calo del 30 per cento. C’è la concorrenza delle carni dell’est mentre sugli allevatori italiani pesa l’aumento del cibo per il bestiame: ogni giorno un vitellone, per passare dai quattro ai sette quintali, mangia 1,2 chili di paglia di frumento, 3 chili di mais, 2 di polpa di barbabietole e 5 di mangime, preparato con granoturco, girasole, soia, frumento e sali. I mais tre anni fa costava 12 euro al quintale e ora ne costa 23. Altri aumenti di costi sono collegati al miglioramento della vivibilità degli allevamenti imposta per legge. Per esempio le scrofe durante la gestazione debbono vivere in gruppo e avere lo spazio per “giocare”. In questo modo un “posto-scrofa” viene però a costare 700-800 euro. Da rilevare poi i grossi problemi di sostenibilità della produzione di carne rossa, il fantasma del morbo della mucca pazza, i sospetti di collegamento con tumori al colon, e la moda sempre crescente dell’alimentazione vegetariana (l’Italia è seconda al mondo dietro l’India con 5,5 milioni di vegetariani, in aumento) e vegana

Il Salame di Felino è Igp

Il Salame di Felino ottiene il riconocimento della Igp dall’Ue; salgono a 37 i prodotti Igp o Dop in Emilia Romagna (adnkronos.com)

Oggi è il giorno della panificazione naturale

Oggi è il giorno della panificazione naturale, il pasta madre day (corriere.it)

Ue sospende uso di pesticidi “killer delle api”

La Ue ha deciso di sospendere da luglio per due anni l’uso su mais, colza, girasoli, cotone, di tre tipi di neonicotinoidi, pesticidi sistemici considerati fra le cause più importanti del preoccupante fenomeno della moria di api e altri insetti impollinatori in Europa e Nordamerica. Clothianidin, Thiamethoxam e Imidacloprid (che è attualmente l’insetticida più usato nel mondo) sono i tre principi attivi sotto accusa, i più tossici della famiglia dei neonicotinoidi. Sono prodotti principalmente dalle multinazionali tedesche Bayer e Basf e dalla svizzera Syngenta (lastampa.it)